Vi sarà capitato di sentire, o di dire, almeno una volta nella vita che “lo squat fa male!”… Capita infatti che, nelle palestre soprattutto, le persone smettono di eseguire lo squat dopo aver avvertito un fastidio alle ginocchia, alla schiena o alle anche. MA, prima di chiudere l’argomento con “ok allora non lo faccio”, bisognerebbe farsi almeno questa domanda: cosa fa male con lo squat?

Indovinate un po’, nella maggior parte dei casi, il problema non è l’esercizio in sé (non lo è praticamente MAI), ma il modo in cui viene eseguito.

Lo squat è uno dei movimenti più efficaci per sviluppare forza, coordinazione e stabilità generali, ma richiede una tecnica adeguata, una buona mobilità articolare e una programmazione coerente con il proprio livello di allenamento. Comprendere perché compare il dolore significa imparare ad allenarsi meglio, riducendo il rischio di infortuni e migliorando le proprie prestazioni.

Lo squat NON è il problema: è il quadro generale che fa la differenza

Lo squat viene talvolta considerato un esercizio “pericoloso”, soprattutto da chi ha già avuto episodi di mal di schiena o dolore alle ginocchia e soprattutto in ambienti e contesti fitness che di fitness hanno molto poco.

In realtà, le evidenze scientifiche e l’esperienza sul campo mostrano una realtà diversa: il movimento eseguito correttamente permette di distribuire il carico in modo fisiologico sulle articolazioni e di rinforzare tutta la catena muscolare degli arti inferiori.

Se invece il gesto tecnico, in questo caso lo squat, viene alterato da rigidità, compensi o carichi non adeguati, il corpo cerca strategie alternative pur di completare la richiesta ma compromettendo e aumentando lo stress sulle strutture articolari e i tessuti. È proprio per questo che ogni percorso dovrebbe iniziare con una valutazione individuale, come avviene nei percorsi di personal training di Hexagon System ASD, dove l’obiettivo è adattare l’esercizio alla persona e non il contrario.

Perché durante lo squat possono comparire dolore e fastidi?

Il dolore non rappresenta sempre e per forza un infortunio. Talvolta può essere il segnale di una muscolatura poco preparata o di una tecnica ancora da consolidare. In altri casi, invece, può indicare un sovraccarico che merita attenzione. Le cause più frequenti sono:

  • carichi eccessivi rispetto alle proprie capacità;
  • mobilità ridotta di anche e caviglie (questo è forse l’aspetto più comune in assoluto);
  • perdita della posizione neutra della colonna durante il movimento;
  • ginocchia che collassano verso l’interno in fase di risalita;
  • progressione troppo rapida dei carichi senza un adeguato adattamento.

Nella maggior parte delle situazioni questi aspetti possono essere corretti attraverso un percorso tecnico ben strutturato, evitando che piccoli errori diventino problemi cronici.

Lo squat fa male alle ginocchia?

Partiamo dalla premessa che il corpo è fatto per muoversi e non per vivere in una teca… allo stesso modo anche le ginocchia sono progettate per sopportare carichi importanti quando il movimento viene eseguito correttamente se vengono adattate a farlo.

Lo squat, infatti, non rappresenta soltanto un esercizio di forza, ma uno stimolo che migliora anche il controllo motorio e la stabilità dell’articolazione. Il rischio aumenta per esempio quando il carico viene spostato in modo scorretto, quando la muscolatura dell’anca non controlla adeguatamente il movimento, quando la tecnica viene sacrificata per sollevare più peso o perché la mobilità di anche e/o caviglie è da migliorare

E la schiena? Quando bisogna fare attenzione

Anche il mal di schiena, negli ambienti fitness poco qualitativi ma in generale dove non si conosce bene l’argomento, viene attribuito allo squat, ma nella maggior parte dei casi il dolore nasce da compensi che coinvolgono la colonna vertebrale.

Una mobilità limitata delle anche o delle caviglie può costringere la schiena a lavorare più del necessario, aumentando il carico sulla zona lombare. Allo stesso modo, perdere la stabilità del core o eseguire il movimento troppo velocemente può compromettere il controllo della colonna. Non significa che chi soffre di lombalgia debba eliminare lo squat, ma che il movimento deve essere adattato e inserito all’interno di una programmazione personalizzata.

Gli errori più comuni da evitare

Molti dolori possono essere prevenuti correggendo alcuni dettagli tecnici apparentemente semplici. Tra gli errori più frequenti troviamo:

  • iniziare con carichi troppo elevati;
  • trascurare il riscaldamento;
  • utilizzare scarpe poco stabili;
  • perdere il controllo nella fase di discesa;
  • copiare la tecnica di altri atleti senza considerare la propria struttura fisica.

Allenarsi bene significa costruire il movimento nel tempo. La qualità dell’esecuzione produce risultati molto più duraturi rispetto alla ricerca immediata del carico massimo.

Tecnica, progressione e supervisione: le vere chiavi della sicurezza

Allenarsi in sicurezza significa investire nella qualità del movimento. Una progressione graduale dei carichi, una buona mobilità articolare e una corretta gestione del recupero permettono di ottenere miglioramenti costanti senza sovraccaricare inutilmente articolazioni e tessuti.

Lo squat non deve essere visto come una prova di forza fine a sé stessa, ma come una competenza motoria che si sviluppa nel tempo. È lo stesso approccio adottato nei percorsi dedicati al Powerlifting, dove ogni fase dell’apprendimento viene costruita con attenzione per migliorare la performance riducendo il rischio di errori tecnici.

Non esiste uno squat perfetto per tutti

Uno degli aspetti più importanti riguarda la personalizzazione. Due persone possono eseguire uno squat in modo leggermente diverso e ottenere entrambe un movimento corretto.

La conformazione delle anche, la lunghezza del femore, la mobilità delle caviglie e l’esperienza di allenamento influenzano inevitabilmente la tecnica.

Cercare di replicare esattamente l’esecuzione vista sui social o durante una competizione può portare a compensi inutili. Per questo motivo, nei percorsi di Preparazione Atletica e di allenamento della forza, l’obiettivo è costruire una tecnica efficace per il singolo atleta, rispettandone caratteristiche e obiettivi.

Conclusioni

Alla domanda “cosa fa male con lo squat?” la risposta più corretta è: dipende da come viene eseguito.

Lo squat non è un esercizio pericoloso, ma un movimento che richiede tecnica, consapevolezza e programmazione. Quando viene adattato alle caratteristiche della persona, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per migliorare forza, funzionalità e benessere generale. Se durante l’esecuzione avvertite dolore o avete dubbi sulla tecnica, affidarsi a professionisti qualificati può fare la differenza. Un percorso personalizzato permette di individuare le cause del problema, correggere gli errori e trasformare lo squat in uno strumento per migliorare la salute e le prestazioni fisiche.

VORRESTI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO? PRENOTA IL TUO INCONTRO, SENZA IMPEGNO!

allenamento corpo libero Powerlifting Preparazione atletica